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Presentazione

 

 

 

Il Programma e Le Fonti

IL PROGRAMMA

Il progetto di Accademia d’Arcadia prende il nome dal titolo del quinto libro di mottetti di Alessandro GRANDI Celesti Fiori, proponendo una silloge di brani che ha per scopo di illustrare i molteplici aspetti dell’arte compositiva di Grandi, la cui parte più rilevante è costituita dai sei libri di motetti a più voci e dai libri di motetti a una e due voci con strumenti.
I motetti di Grandi presentano appunto ogni possibile combinazione di voci, dall’aria solistica al dialogo con parti strumentali indipendenti, dal doppio coro con strumenti al gruppo vocale di solisti con ripieno di voci e strumenti.
Per poter operare una scelta, sono state consultate le fonti elencate, tutte inedite, esclusi il primo e quarto libro e qualche mottetto singolo.
I testi dei motetti sono fortemente diversificati, una cospicua parte è rappresentata da versi tratti dal Cantico e dai Salmi.
Musicalmente, la varietà dei primi libri è impressionante: cromatismi, fioriture, alternanze di tempi e ritmi, vengono magistralmente messi al servizio dell’interpretazione del testo.
Dal quarto libro (1616) Grandi sviluppa maggiormente la melodia di carattere solistico, dando vita veri e propri dialoghi come in Surge propera, duetto d’amore con testo dal Cantico, nel quale è evidente l’influenza di Monteverdi, o in Anima Christi (dal 5 libro) dove si dispiegano cromatismi e dissonanze di grande espressività.
Nei motetti a quattro, cinque e più voci si concentra l’abilità contrappuntistica dell’autore: brani per soli o duetti alternati al tutti, trio di solisti con il tipico quartetto vocale/strumentale come ripieno, e altre numerose disposizioni inventive. Ne rappresentano magnifici esempi Veniat dilectus meus, (sempre tratto dal Cantico) nel quale alla coppia di amanti si aggiungono due tenori che fanno da coro di commento, o Plorabo die ac nocte, lamento della Madonna, con commento di tre personaggi.
Durante gli anni veneziani Grandi si interesserà molto anche al motetto solistico con sinfonie per strumenti obbligati, genere che prefigura la cantata e nel quale fu innovatore assoluto.
Vulnerasti cor meum e Bone Jesu sono fra i migliori esempi tratti dai libri primo e secondo di Motetti con strumenti.
Infine è stato scelto il salmo Dixit Dominus (unico brano non motettistico di questa “raccolta ideale”) per doppio coro e tromboni obbligati, che rappresenta un perfetto esempio della tecnica veneziana dei cori spezzati.

LE FONTI

Il Primo Libro de Motetti a due, tre, quattro, cinque et otto voci, con una Messa a quattro voci accommodati per cantarsi nell’Organo, Clavicembalo, Chitarrone o altro simile stromento. Con il Basso per sonare / di Alessandro Grandi 1610, 1613, 1617, 1618, 1621, 1628 (Venezia, Giacomo e Alessandro Vincenti)

Il Secondo Libro de Motetti a due, tre, et quattro voci con il suo Basso per sonar nell’Organo / Di Alessandro Grandi 1613, 2/1617, 1619, 1623, 1628 (Venezia, Giacomo e Alessandro Vincenti)

Il Terzo Libro de Motetti a due, tre, et quattro voci con le Letanie della B. V. a cinque voci et il suo Basso per l’Organo / di Alessandro Grandi 1614 (perduta), 2/1618, 1621, 1636 (Venezia, Giacomo e Alessandro Vincenti)

Il Quarto Libro de Motetti a due tre quattro et sette voci con il Basso continuo per sonar nell’Organo / Di Alessandro Grandi 1616, 1618, 1620, 1621, (Venezia, Giacomo e Alessandro Vincenti e Palermo, G.B. Maringo 1620)

Celesti fiori … : Libro Quinto de suoi Concerti a 2. 3. 4. voci Con alcune Cantilene nel fine / del sig. Alessandro Grandi ; raccolte da Lunaro Simonetto … 1619, 2/1620, 1625, 1638 (Venezia, Bartolomeo Magni)

Il sesto libro de Motetti a due, tre, et quattro voci, con il basso per l’organo : opera vigesima / d’ Alessandro Grandi 1630, 2/1637 (Venezia, Alessandro Vincenti), 3/1640 (Anversa)

Mottetti a una et due voci con sinfonia d’istromenti partiti per cantare, et sonar co’l Chitarrone / Di Alessandro Grandi : Libro Primo 1629, 1637 (Venezia, Alessandro Vincenti)

Motetti a una, due, et quattro voci con sinfonie d’istromenti partiti per cantar, et sonar co’l Chitarrone : Libro Secondo / Di Alessandro Grandi 1625, 1637 (Venezia, Alessandro Vincenti)

Raccolta Terza di Leonardo Simonetti Musico nella Capella della Serenissima Repubblica. De Messa et Salmi del Sig. Alessandro Grandi et Gio. Chiozotto à 2. 3. 4. con Basso continuo 1630 (Venezia, Bartolomeo Magni).

Collocazione testimoni

I-Bc, Museo internazionale e Biblioteca della musica di Bologna – Bologna
I-Vgc, Biblioteca della Fondazione Giorgio Cini – Venezia
F-Pn, Bibliothèque Nationale de France – Parigi.

Il Compositore e Le Opere

Alessandro Grandi (Venezia 1590 – Bergamo 1630) fu uno dei compositori più importanti e più noti della prima metà del Seicento. Solo recentemente, anche grazie agli studi del musicologo Rodolfo Baroncini, si sono potute stabilire alcune tappe fondamentali della sua vita e del suo notevolissimo ruolo nella musica di quel periodo. Talento precocissimo, venne nominato maestro di cappella all’Accademia dello Spirito Santo di Ferrara nel 1610, , dando avvio a una rapida carriera che lo portò nel 1616 a ricoprire l’incarico di maestro di cappella del Duomo di Ferrara.
L’anno dopo tornò a Venezia in seguito all’ assunzione come cantore a San Marco e insegnante di canto presso il Seminario Gregoriano.
Nel mese di novembre 1620 venne nominato vice maestro di cappella a San Marco, a fianco di Claudio Monteverdi.
A partire dal 1627 ricoprì il ruolo di maestro di cappella a Santa Maria Maggiore in Bergamo, dove le forze a disposizione gli permisero di comporre musica su più larga scala.
Morì di peste con l’intera famiglia nel luglio del 1630, a soli 40 anni.

Le Opere

Alessandro Grandi, descritto dal musicologo Jerome Roche come “il compositore di motetti più famoso del suo tempo”, fu indubbiamente il protagonista e – sempre secondo Roche – il “dominatore del genere del motetto” nel primo ventennio del Seicento. 

Durante la sua breve vita, compose circa trecento opere, prevalentemente di musica sacra, fra i quali spicca il corpus dei sei libri di motetti (da due a otto voci). In quel periodo, mentre si affermavano le forme totalmente nuove dell’opera e della musica strumentale, la musica sacra si trovava divisa fra l’esigenza di adottare un nuovo linguaggio e la tendenza a rimanere ancorata al rigoroso stile antico.
Ma la contaminazione fra lo stile sacro e quello profano fu inevitabile: verso la fine del primo decennio del secolo le barriere fra i due stili erano ormai crollate.
Il motetto fu genere in grande voga in Italia in quel periodo, come attestano le numerosissime edizioni circolanti in tutto il paese in quel periodo (ricordiamo che le collezioni di motetti avevano un uso anche extra liturgico): si tratta infatti di una forma che assimila e integra lo stile della “seconda pratica” e diventa punto di partenza per sperimentazioni per nuove forme di scrittura vocale sacra, portando anche alla cantata.
I motetti di Grandi illustrano lo sviluppo dello stile concertato e l’avvento di una “seconda pratica” in ambito sacro: una musica di stile declamatorio, un contrappunto di voci che mette in risalto le immagini evocate dal testo, un basso continuo sempre indipendente, l’uso di strumenti anche in funzione autonoma, tutti elementi che concorrono a rendere questa musica estremamente espressiva, ricca di contrasti, colori, e di una intensità emotiva carica di sensualità e di pathos.
Le numerose ristampe veneziane e non – anche postume – dei vari libri di motetti, attestano la fama di cui godeva Grandi, immortalato accanto a Monteverdi in alcune rime della Venetia edificata di Giulio Strozzi (1626).* La popolarità di Grandi si estese presto anche al di là dei confini italiani, specie in Germania grazie alle antologie pubblicate da Joahnn Donfrid. Negli anni 40 numerosi motetti grandiani vennero pubblicati a Anversa, Berlino e Lipsia. Lo stesso Heinrich Schütz subirà l’influenza di Grandi (che conobbe a Venezia) nei suoi Kleine geistliche Konzerte del 1636 e 1639, e nella composizione di alcune parodie di motetti del nostro.

* ”S’il Grandi allora, s’il Monteverdi a gara / in vestir sacri o lascivetti carmi / con dolce canto e sinfonia sì rara / stati in quella stagion fossero in armi, / qual da le lor discordie illustre e cara / consonanza nascea dentro a que’ marmi / dove la maga in quelle fiamme estive / s’ingegna d’allettar l’alme più schive”.

Interpreti e Brani

Ensemble vocale e strumentale ACCADEMIA D’ARCADIA

Cantus
Laura Martinez Boj, Anna Piroli
Altus
Maximiliano Baños, Sophia Patsi
Tenor
Roberto Rilievi/Massimo Altieri, Riccardo Pisani, Leo Moreno
Bassus
Renato Cadel, Alessandro Ravasio
Organo
Luigi Accardo
Tiorba
Giovanni Bellini

Ensemble strumentale UTFASOL

Cornetti
Pietro Modesti, Jedediah Allen
Tromboni
Susanna Defendi, Valerio Mazzuconi, Fabio de Cataldo

DIREZIONE

Alessandra Rossi Lürig

BRANI

In Semita, TT Motetti, Libro I
Bone Jesu, CC   Motetti con sinfonie, Libro II
Surge propera, CB Motetti, Libro IV
Anima Christi, TT  Motetti, Libro V
Cupio dissolvi, CT Motetti, Libro V
O quam tu pulchra es, TTB Motetti, Libro I
Veniat dilectus meus, CTB Motetti, Libro V
Heu mihi, ATTB   Motetti, Libro II
O bone Jesu, ATTB Motetti, Libro II
O intemerata, CCBB    Motetti, Libro III
Plorabo die ac nocte, CATB  Motetti, Libro IV
Quasi cedrus, CATB Motetti, Libro VI
Quam pulchra es, CC/CATB/str.  Motetti, Libro V
O speciosa, CCB/CATB  Motetti, Libro V
Nisi Dominus, CATT/CATB Raccolta di Salmi
Factum est silentium, CATB, 2 corn.  Motetti, Libro IV

 

IL CD

IL CD

Il Progetto Grandi comprende anche la registrazione per la prestigiosa casa discografica Arcana|Outhere

Il booklet comprende interventi di Rodolfo Baroncini, Alessandra Rossi Lürig e fotografie di Giulio Favotto.

L’uscita ufficiale è prevista per il 7 di giugno 2019, e sarà corredata da un video di presentazione girato da Giulio Favotto durante la registrazione del CD, presso la Basilica Palatina di Santa Barbara a Mantova.

Aggiorneremo la pagina dopo l’uscita del CD.

 

 

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