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Presentazione

« … non ammireremmo noi un musico, il quale cantando e rappresentandoci le querele e le passioni d’un amante ci muovesse a compassionarlo, molto più che se piangendo ciò facesse? … E molto più lo ammireremmo, se tacendo, col solo strumento, con crudezze et accenti patetici musicali, ciò facesse… »

Galileo – Lettera a Lodovico Cardi, giugno 1612, Opere, vol. XI

L’ordine dell’occhio al cielo è un progetto performativo ispirato alla figura di Galileo Galilei attraverso uno spettacolo di musica antica | elettronica | narrazione e video-arte.

Il nostro obiettivo è dare una prospettiva nuova dell’uomo Galileo, non solo scienziato geniale e padre del pensiero moderno europeo, ma anche abilissimo musicista, figlio di quel Vincenzo Galilei, celebre teorico, trattatista e compositore, che insieme ai membri della Camerata Fiorentina contribuì alla nascita del nuovo stile monodico e allo sviluppo dell’acustica musicale.

Galileo si trova in mezzo a queste due rivoluzioni: quella scientifica in senso stretto e quella musicale.

L’una e l’altra sono inseparabili nella vita di Galileo, e noi vogliamo raccontare proprio questo: come la scienza e la musica non siano altro per Galileo che la stessa voce di quel “grande libro della natura” che è l’universo, esplorato – grazie anche all’insegnamento del padre – attraverso l’osservazione, la sperimentazione e il ragionamento.

Ad illustrare questa nostra visione concorrono, oltre a musiche della famiglia Galilei e di loro contemporanei, immagini video ispirate a Galileo, interventi di live electronics e testi narrati di Galileo stesso.

Lo spettacolo si snoda in 13 capitoli. Ogni capitolo è introdotto da un testo voice over seguito dalle immagini che si fondono con il brano musicale corrispondente.

Musica e Testi (pdf)

La Musica

«Il padre suo fu Vincenzio Galilei, gentiluomo versatissimo nelle matematiche e principalmente nella musica speculativa, della quale ebbe così eccellente cognizione, che forse tra i teorici moderni di maggior nome non v’è stato sino al presente secolo chi di lui meglio e più eruditamente abbia scritto».

Vincenzo Viviani – Racconto istorico della vita del Sig.r Galileo Galilei , 1654

Padre della scienza moderna, Galileo (1564 – 1642) era figlio di Vincenzo Galilei, noto teorico, compositore e liutista associato alla Camerata de’ Bardi. Delle idee della Camerata Vincenzo fu il primo e uno dei maggiori esponenti: entrato in conflitto con la tradizione classica, si schierò con i musicisti della Camerata a favore della monodia contro l’imperante polifonia contrappuntistica, contribuendo in maniera significativa, sia dal punto di vista teorico che estetico, alla rivoluzione musicale che porterà alla nascita della musica barocca.

Vincenzo e Galileo sono fra i maggiori testimoni della rivoluzione scientifica e artistica che fiorì in Italia nei primi decenni del Seicento.

Galileo, secondo il suo primo biografo Vincenzo Viviani, suonava in maniera eccellente strumenti a tasto e il liuto. Oltre alla pratica strumentale, Galileo si occupò anche di musica nelle sue ricerche scientifiche e nei suoi saggi sull’arte, fornendo indirettamente un contributo fondamentale alla teoria musicale, nell’approfondire e sviluppare le teorie che il padre aveva esposto nel Dialogo della musica antica et della moderna. A Galileo si devono infatti la scoperta e la comprensione di alcuni fenomeni acustici (descritti in Discorso intorno a due nuove scienze, giornata prima).

Esteticamente le nuove posizioni di compositori e teorici (primi fra tutti quelli della fiorentina Camerata de’ Bardi, di cui Vincenzo Galilei faceva parte, così come Mei, de’ Cavalieri, Rinuccini ed altri) avvicinano la musica alla poesia: Galileo sposa le teorie del padre e l’idea centrale nella rivoluzione musicale di “muovere gli affetti e i moti dell’animo” che ricorda Monteverdi e la sua “seconda pratica”.

Il programma musicale parte dalle prime opere di Vincenzo e Michelangelo, il fratello liutista di Galileo (la cui prima raccolta fu pubblicata grazie al suo finanziamento) e dei loro contemporanei e segue l’evoluzione stilistica del primo trentennio del secolo, illustrando questa “seconda pratica” e la “teoria degli affetti”, che sostiene fortemente l’idea che la musica non si debba limitare a descrivere i sentimenti umani, ma che sia in grado di suscitare essa stessa le passioni.

Arricchiscono questa “ghirlanda musicale” interventi elettronici di suoni di pianeti elaborati, improvvisazioni vocali in real time e una serie di testi di Galileo che illustrano le sue passioni e i suoi stati d’animo seguendo il corso della sua vita.

Il Video

In GALILEO – L’ORDINE DELL’OCCHIO l’esecuzione musicale è accompagnata da una proiezione di video-arte.

Perché la video-arte? Anzitutto perché trasforma il concerto in un racconto; un racconto libero, perché, al contrario del cinema classico, non dà un significato univoco a una storia così grande e complessa, ma lascia allo spettatore la libertà di orientarsi a proprio modo nel mondo di Galileo, procedendo per allegorie, libere associazioni, atmosfere. La seconda ragione è avvicinare il pubblico alla musica dell’epoca di Galileo: far uscire la musica del XVII secolo dai libri di storia e renderla accessibile, attuale e viva attraverso i nostri strumenti contemporanei.

È un’evocazione che non vuole né può essere esaustiva; non si tratta di una biografia o di un saggio su Galileo: è piuttosto un affresco, un’ immersione in un mondo in cui gli uomini stavano cambiando modo di pensare, affacciandosi vertiginosamente ai nuovi orizzonti della terra e del cielo.

La storia di Galileo Galilei è il ritratto di una geniale, controversa e disperata solitudine. È la storia di un pensiero ostinato, solo contro tutti e contro il mondo: quell’ostinazione della verità che cambia radicalmente il posto dell’uomo nella storia e, in questo caso, nell’universo.

Galileo non guardava mai dove guardavano tutti gli altri.
L’occhio di Galileo al cielo ha segnato l’inizio del pensiero moderno.

L’occhio di Galileo non è soltanto l’organo fisico in sé, ma è l’occhio immateriale della ragione; è ciò che lo ha spinto a non fidarsi dell’indagine astronomica “a occhio nudo” o solo teorica, ma a guardare dentro un cannocchiale, un occhio potenziato; è ciò che lo ha spinto a diffidare delle teorie ufficiali, già scritte sulla carta, e a indagare coi propri occhi

«questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi agli occhi, io dico l’universo…»

GALILEO – L’ORDINE DELL’OCCHIO è una metafora sulla visione, sulla solitudine, sul contrasto fra tenebre e luce nell’universo materiale e spirituale.

Occhio e Orecchio

Non vi furono quindi solo rivoluzioni estetico-formali, quelle di quegli anni, ma anche rivoluzioni scientifiche riguardanti la teoria musicale, l’acustica, i temperamenti e l’accordatura degli strumenti.

«[…] False opinioni, nate negli uomini persuasi dagli scritti di alcuni, nelle quali sono stato ancor’io, di che sendomi ultimamente accertato con il mezzo dell’esperienza, delle cose maestra».
Vincenzo Galilei, Discorso intorno all’opere di Messer GioseffoZarlino, Firenze presso G. Marescotti, 1589

L’osservazione è la chiave della storia di Vincenzo e di Galileo Galilei.
Ecco anche spiegata la presenza dell’immagine, oltre che del suono.
Vincenzo fu un teorico rivoluzionario: egli non accettava le teorie imperanti perché esse funzionavano nella teoria, ma non corrispondevano a ciò che riscontrava attraverso l’osservazione sperimentale.
I suoi esperimenti sulla tensione delle corde furono eseguiti con l’aiuto del figlio, allora giovinetto, e da questo ripresi in età matura nei suoi Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze, 1638.
Ed ecco che la rosetta del liuto di Vincenzo si trasforma nella lente del telescopio di Galileo….
Si potrebbe dire che la scienza moderna, che procede sempre con la sperimentazione e con la verifica dell’osservazione, nasce con la musica e con Vincenzo. E viene da lui insegnata al figlio Galileo, colui che cambierà per sempre la visione dei fenomeni naturali.
Le nuove teorie di acustica e teoria musicale di Vincenzo (portate a compimento dal figlio Galileo) sostituirono così il complesso agglomerato di mito, dogmi scolastici, misticismo e numerologia, che costituivano il fondamento dell’antica teoria musicale con una base molto meno imponente ma più solida e permanente.
E così, seguendo la passione per l’osservazione, e con la libertà e il potere che Vincenzo e poi Galileo conferiscono al nuovo magus: (l’artista e lo scienziato), guardiamo il cosmo con occhi diversi e interagiamo con esso, alla ricerca di nuovi significati.
Viaggiamo attraverso l’occhio di Galileo ascoltando quel musico di cui ci parla nella lettera a Cardi, colui che ci muove a compassione con crudezze e accenti patetici.

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