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    I . PROLOGO

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    II. VINCENZO

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    III. GALILEO

  • IV. OSSERVAZIONE: LA WUNDERKAMMER DEL CREATO

    IV. OSSERVAZIONE: LA WUNDERKAMMER DEL CREATO

  • V. L'UNIVERSO IN MOTO

    V. L'UNIVERSO IN MOTO

  • VI. CECITÁ

    VI. CECITÁ

  • VII. L'OCCHIO AL CIELO

    VII. L'OCCHIO AL CIELO

  • VIII. LUNA

    VIII. LUNA

  • IX. VISIONI

    IX. VISIONI

  • X. ABIURA

    X. ABIURA

  • XI. MORTE

    XI. MORTE

  • XII. EPILOGO

    XII. EPILOGO


  • Sipario: suoni dei pianeti – vocalists & elettronica
    Testo a schermo: VULGATA – Psalmus XVIII, 2 | Cristofano MALVEZZI – Sinfonia dal primo intermedio de La Pellegrina, 1589

    Un tramonto, gli ultimi raggi del sole che si posano su una campagna verde e placida: la stessa campagna che vedremo apparire nell’alba finale. Da qui parte il nostro viaggio di osservazione, con uno dei brani scritti per la celebrazione del matrimonio di Fernando I de’ Medici e Cristina di Lorena. A questi festeggiamenti parteciparono sia Vincenzo che il venticinquenne Galileo, nel ruolo di liutisti.

  • Vincenzo GALILEI – Gagliarda Calliope, 1584
    Voice over: Vincenzo VIVIANI – Racconto istorico della vita del Sig.r Galileo Galilei, 1654

    Con la prima stampa del Fronimo di Vincenzo Galilei inizia la storia di Galileo, figlio, fratello e zio di musicisti.

  • Michelangelo GALILEI – Toccata prima in re m., 1620
    Voice over: Vincenzo VIVIANI – Racconto istorico della vita del Sig.r Galileo Galilei , 1654

    Dagli esperimenti sulla tensione e la frequenza delle corde, nei quali il giovane Galileo assisteva il padre, alla vocazione di “osservatore di stelle”.
    Così la rosetta del liuto di Vincenzo si trasforma nella lente del canocchiale di Galileo.

  • Giulio CACCINI – Sfogava con le stelle,1602
    Voice over: Galileo GALILEI – Canzone per le stelle Medicee, 1610

    Perfezionato il suo canocchiale, Galileo lo punta ai cieli, avido di scoperte.
    Nel 1610 pubblica, con gran fragore, il risultato delle sue osservazioni: il Sidereus Nuncius, attraverso il quale ci conducono le immagini del video. Ci appaiono allora le fasi della luna e la sua superficie, l’ammasso delle Pleiadi da Galileo spesso disegnate, ma soprattutto le “Stelle medicee” (così chiamate in onore di Cosimo II). Si tratta dei quattro maggiori satelliti orbitanti intorno a Giove: per la prima volta vengono menzionati corpi celesti con un centro di rotazione diverso da quello della terra. Una scoperta che segna un punto di non ritorno.

  • Claudio MONTEVERDI – Dal mio permesso amato da “L’Orfeo”, 1609
    G. B. FONTANA
    Sonata Settima a doi violini 
    Voice over: Galileo GALILEI – Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, 1632

    Non solo trattato scientifico, ma anche opera filosofica, Il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo (pubblicato nel 1632 e messo all’indice dalla Chiesa l’anno seguente) segna la nascita di un metodo scientifico “moderno”, presentando un concetto nuovo dell’uomo e del suo rapporto con la natura. Galileo descrive il moto dell’universo che osserva, le immagini inseguono il moto dei pianeti, delle maree, ma anche del corpo umano.

  • Francesco TURINI – Sonata seconda a doi violini e basso, 1621 | Salomone ROSSI – Sinfonia nona, 1623
    Voice over: Galileo GALILEI – Il Saggiatore, 1623

    Ne Il Saggiatore, del 1623, Galileo descrive, osservandone i fenomeni ottici, i sintomi della sua incipiente cecità, che vengono qui trascritti in immagini. Dall’iniziale sfasata percezione della fonte di luce, al progressivo sfocamento dei contorni, fino alla cecità totale (provocata dall’eccessiva osservazione del sole): lentamente sui suoi scritti si riversa una sostanza nera e densa come una vernice che tutto inghiotte, trasformando le pagine in brillanti lastre nere.

  • Biagio MARINI – Sonata sopra La Monica, 1626
    Voice over: Galileo GALILEI – Il Saggiatore, 1623

    «Quel fulgore accessorio delle stelle non è realmente intorno alle stelle, ma è nel nostro occhio»

    scrive Galileo nel Saggiatore

    Quell’occhio che dà il nome a questo racconto, il suo occhio, l’origine della visione e dell’osservazione, che alla fine non vedrà più: un occhio ingrandito duecento volte, nelle sue minime cornee, vene e capillari; nei canyon colorati dell’iride e nel nero cosmico della pupilla. L’occhio diventa mille mondi, si trasforma in altre galassie, altre costellazioni.

  • Alessandro GRANDI – O quam tu pulchra es, 1625
    Voice over: Galileo GALILEI – Sidereus nuncius, 1610

    Il cielo è una grande cascata lattiginosa nel buio. Nel silenzio dell’oscurità, Galileo elabora le sue teorie sulla Luna, osservandola notte dopo notte. Ora la vediamo anche noi: i suoi oceani e le sue catene montuose, le sue ombre e il suo splendore.

    Alle immagini telescopiche contemporanee si alternano i disegni astronomici galileiani della luna nel Sidereus Nuncius.

  • Claudio MONTEVERDI – Lamento della Ninfa, 1638
    Voice over: Galileo GALILEI – Lettera a Fulgenzio Micanzio, 1637

    In una lettera a un amico Galileo esprime tutta la sua sofferenza. Cosa può un uomo malato che diventa cieco? Un uomo che qui vediamo intrappolato in un tomografo: le immagini PET del suo cervello prendono forma e mutano progressivamente fino a trasformarsi in stelle e pianeti, nei mondi celesti che l’uomo sta sognando.

  • Girolamo FRESCOBALDI – Così mi disprezzate, 1630
    Voice over: Galileo GALILEI – Roma 22 giugno 1633

    Il processo a Galileo si conclude il 22 giugno con la condanna per eresia e l’abiura forzata delle teorie illustrate nel Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo nel quale – come è scritto nella sentenza di condanna – “si disseminava la falsa opinione del moto della terra e stabilità del Sole“.

    La cecità fisica di Galileo è anche una cecità metaforica, quella di un uomo che ha visto troppo e per questo verrà bendato a forza: sulle sue fasciature cade quella sostanza nera che aveva coperto le pagine dei suoi libri nel sesto capitolo.

  • Biagio MARINI – Passacalio, 1655
    Voice over: Galileo GALILEI – Sonetto enigmatico ad Antonio Malatesti, 1589

    Le note sofferenti del Passacalio di Marini evocano, nel buio assoluto, la scomparsa di Galileo.

  • Claudio MONTEVERDI – Ecco di dolci raggi, 1632
    Testo a schermo: Vulgata – Job XXII, 28
    Finale: vocalists & elettronica – suoni dei pianeti

    Tommaso Campanella, dopo aver letto il Dialogo, scrive a Galileo il 5 agosto 1632: “Queste novità di verità antiche, di novi mondi, nove stelle, novi sistemi, nove nazioni ecc, son principio di secol novo“. È il nascere, non solo di un secolo, ma di un mondo nuovo, di una musica nuova, di una scienza nuova.

    È l’alba che sorge sullo scorcio di campagna dell’epilogo, è il verso luminoso del libro di Giobbe, sono i “dolci raggi” del sole evocati da Monteverdi.
    Sui titoli di coda ritornano a noi i suoni dei pianeti.

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