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“La dolce stagione”: il crepuscolo del madrigale veneziano

dolce stagione

 

Il Programma

Il Programma

Negli anni ‘90 del Cinquecento, il madrigale si trasforma: nasce la seconda
pratica
, uno stile polifonico caratterizzato da deroghe sistematiche alle regole del contrappunto severo. Lo scopo è quello di aderire ancor più strettamente al testo poetico ed esprimere più chiaramente gli affetti da questo suggeriti.
Prende così forma il madrigale concertato, cioè accompagnato da uno o più strumenti con funzione indipendente, valorizzando i contrasti timbrici e dinamici.

In questa fioritura del madrigale concertato, Venezia ha un ruolo preminente, non solo come sede dei maggiori stampatori del tempo, ma come luogo di
residenza e di lavoro di grandi madrigalisti, primo fra tutti Monteverdi, dal 1613 Maestro di Cappella a San Marco. I compositori veneziani (o di adozione veneziana), piegarono il genere madrigalistico alla loro fantasia musicale: si diffuse il
madrigale monodico (che con Grandi porterà alla cantata), i duetti a voci pari, e
svariatissimi tipi di combinazioni vocali, fino ad arrivare con Monteverdi a vere e proprie “azioni sceniche”, come il celebre Combattimento di Tancredi e Clorinda dell’ottavo libro di madrigali.

Si è voluto dare in questo programma una panoramica - completamente
inedita e mai registrata (fatto salvo per Monteverdi) - della produzione madrigalistica del primo trentennio del secolo: il periodo più fecondo, che si chiude
simbolicamente con la grande peste del 1930 (alla quale soccomberanno sia Grandi che Obizzi). La produzione madrigalistica proseguì anche negli anni
successivi (ne è un esempio la collezione di Pesenti), ma in tono molto minore, fino a scomparire a beneficio di nuove forme musicali.

Molti autori presenti sono noti soprattutto per la loro produzione sacra, come Rovetta o Grandi, altri come Marini sono stati eclettici e attivi in tutti i generi. Dai madrigali di Grandi, vice-maestro di cappella a San Marco ai tempi di
Monteverdi, a quelli del giovanissimo Domenico Obizzi, considerato una geniale promessa e morto di peste a  soli 18 anni, a quelli di Martino Pesenti, confinato dalla sua cecità alla sola attività compositiva, così come quelli di Rovetta,
Valentini e Marini, questo viaggio ci dischiude le meraviglie della “dolce
stagione”: quella del canto del cigno del madrigale veneziano.

Con Monteverdi, scelto per chiudere la silloge, si compie il destino del genere, toccando vertici ineguagliabili e mai eguagliati.

 

I brani

I Brani

Alessandro GRANDI (1590 – 1630)
Madrigali concertati, Libro I, Venezia 1616
• Anima disperata
• Serenissime stelle             

Madrigali concertati, Libro II, Venezia 1626
• Oimè l’antica fiamma
• Ardo sì ma non t’amo             

Domenico Obizzi (1612 – 1630)
Madrigali concertati, Libro I, Venezia 1627
• Udite amanti
• O Dio perché mi lasci

Martino Pesenti (1600 – 1648)
Madrigali concertati a due e tre voci, Venezia 1647
Non ti doler

Giovanni Valentini (1583 – 1649)
Secondo Libro dei madrigali, Venezia 1616
Quel augellin che canta
• Vagheggiando

Biagio Marini (1594 – 1663)
Madrigali e Symphonie, Venezia 1618
Chi quella bella bocca

Giovanni Rovetta (1595 – 1668)
Madrigali concertati, Venezia 1640
A che bramar

Claudio Monteverdi (1567 – 1643)
Settimo libro dei madrigali, Venezia 1619
Tirsi e Clori

Madrigali guerrieri e amorosi (Ottavo libro, Venezia 1638)
• Hor che ‘l ciel e la terra

 

Gli interpreti

Gli Interpreti

 ACCADEMIA D’ARCADIA

Cristina Fanelli, Laura Martinez Boj                                                        cantus
Maximiliano Baños, Maria Chiara Gallo                                                  altus
Andrès Montilla Acurero, Riccardo Pisani                                              tenor
Renato Cadel, Alessandro Ravasio                                                          bassus

 Luigi Accardo                                                                                               cembalo
Giovanni Bellini                                                                                            tiorba
Gian Andrea Guerra, Claudia Combs                                                       violini
Nicola Brovelli                                                                                              cello
Matteo Cicchitti                                                                                            violone

 

Alessandra Rossi Lürig, direzione

 

 

 

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